
Sulle linee di produzione in vetro, quando l’inchiostro non si solidifica correttamente, non è sempre un problema legato alla formulazione dell’inchiostro stesso. Più spesso, si tratta di una discrepanza nella distribuzione spettrale della luce emessa dalla lampada. Le lampade a ioduro di gallio risolvono questo problema emettendo raggi UV che corrispondono alla banda di assorbimento dei fotoinizianti presenti negli inchiostri specifici per il vetro; in questo modo si ottiene una solidificazione rapida, senza che il substrato venga danneggiato dal calore.
Quello che conta davvero è la distribuzione spettrale della lama. Le lampade a ioduro di gallio emettono raggi UV nella fascia tra 400 e 420 nm, con un’intensità costante nella fascia compresa tra 380 e 450 nm. Riducendo l’uso di raggi UV a lunghezza d’onda breve si riduce anche la produzione di ozono e il carico termico, pur mantenendo comunque un’energia sufficiente per attivare i fotoinizianti e favorire la solidificazione dell’inchiostro. Il risultato è una finestra di solidificazione stabile: intensità costante e densità energetica prevedibile lungo tutto il processo di solidificazione.
Questo è particolarmente importante nel caso del vetro: il vetro non riesce a sopportare calori elevati. È quindi necessario che il processo di solidificazione avvenga in modo rapido e senza generare troppo calore. Le lampade a ioduro di gallio forniscono l’intensità luminosa giusta alle lunghezze d’onda corrette, permettendo così di utilizzare velocità di produzione più elevate senza perdere l’adesione dell’inchiostro o comprometterne la qualità superficiale. Inoltre, acquistando direttamente dalla fabbrica, si ottiene una prestazione affidabile, senza costi aggiuntivi.
Alcuni punti pratici da tenere in considerazione: le lampade a ioduro di gallio richiedono una tensione di accensione precisa e un sistema di alimentazione adeguato. Prima di installarle, verificate la geometria del riflettore e le specifiche dell’alimentatore del modulo di solidificazione. Per ottenere risultati coerenti, controllate regolarmente la distribuzione spettrale emessa dalla lampada, utilizzando un radiometro, e monitorate la densità energetica in mJ/cm², in modo che il processo di solidificazione rimanga stabile nel tempo.