
Come far aderire i tessuti: la verità sulle lampade a ioduro di gallio per l’UV
Se avete mai lavorato in una fabbrica di produzione tessile, sapete bene come funziona il processo di essiccazione dei tessuti: i tessuti vengono sottoposti a trattamenti con inchiostri, e è fondamentale che tutto venga asciugato prima che venga messo nei contenitori per la spedizione. Per molto tempo, per fare questo si è dovuto ricorrere a forni termici estremamente potenti, che richiedevano molto tempo per completare il lavoro.
Oggi invece utilizziamo lampade a ioduro di gallio. Queste lampade permettono di attivare un processo chiamato fotopolimerizzazione: in pratica, trasformano le resine liquide in rivestimenti solidi e duraturi in pochi secondi. È davvero veloce… E questo cambia completamente il modo in cui si svolge il processo di produzione.
Perché scegliere l’ioduro di gallio?
Le lampade a mercurio tradizionali sono utili per alcune applicazioni, ma spesso non riescono a gestire i requisiti più difficili. Se si lavora con inchiostri densi o tessuti scuri, una lampada normale può danneggiare la superficie del tessuto, lasciando invece l’interno umido.
L’ioduro di gallio è diverso: emette luce nelle gamme UV-A e UV-B, permettendo così all’energia di penetrare profondamente nel materiale. In questo modo non si asciuga soltanto lo strato superiore del tessuto, ma tutto il tessuto intero.
Scegliere il materiale giusto
Quando si installano queste lampade nella linea di produzione, non è necessario complicarsi troppo la vita: bisogna concentrarsi sulla densità di potenza. Noi produciamo questi tubi in modo da poter gestire alte potenze; la lunghezza del tubo dipende invece dalla velocità di movimento del nastro trasportatore.
Se aumentate la velocità del nastro trasportatore, avrete bisogno di più watt per pollice. Altrimenti, il tessuto passerà troppo velocemente sotto la luce, senza ricevere l’energia necessaria per asciugarsi.
Utilizziamo vetro di quarzo di alta purezza, poiché queste lampade operano in condizioni estreme, 24 ore su 24. Ma c’è una cosa fondamentale da ricordare: bisogna pulire i riflettori settimanalmente. Sembrerà uno sforzo inutile, ma anche una piccola quantità di polvere può ridurre dell’20% l’efficacia delle lampade. In tal caso, le lampade devono funzionare a temperature più elevate per compensare, il che le logora ancora di più.
I compromessi
Bisogna ricordare che non si tratta di magia: le luci ad alta intensità UV generano calore. Se i ventilatori di raffreddamento non sono sufficientemente efficaci, i tessuti sintetici potrebbero restringersi durante il processo di essiccazione.
È quindi necessario trovare un equilibrio: se si procede troppo lentamente, il tessuto si deforma; se si procede troppo velocemente, l’inchiostro rimane umido al tocco.
Il mio consiglio migliore? Utilizzare un radiometro UV per verificare la dose di luce necessaria prima di iniziare la produzione. In questo modo si evita il disastro di dover buttare via diecimila pezzi di abbigliamento dopo che sono già passati sotto le lampade.